top of page

ELEZIONI NEL MONDO, ELEZIONI DA DIO…

5 giorni fa
Tempo di lettura: 5 min

Epoca di crisi di identità, di identità negate e giochi antiidentitari.

Per le strade camion che paiono furgoni, ciclomotori che parrebbero motocicli; in tivù fingono che le navi cargo sono normali navi commerciali ed ancora impazza l'illusione che si possa cambiare di sesso, fino all'inganno di fare macelli e travestirli da nuove vite. Invece o maschi o femmine è l'unico orizzonte sessuale per l’umanità (ed anche per tantissime specie animali). Termini inglesi non italianizzabili sono confusi con quelli italianizzati e la lingua straniera viene mescolata alla nostra, il minestrone conseguente viene detto semplicemente lingua italiana. Falsi glottologi vorrebbero sostenere che l’arbitrarietà del segno linguistico sia tutto e che le lingue non siano anche e soprattutto sistemi. Così la scienza semiotica pare una scienza linguistica e viceversa ma la semiotica che praticano gli “scienziati delle parole” non è rigorosa, solo un incontro sconosciuto al loro paradigma. Tanti intellettuali per i quali stoltamente le materie cosmiche sono l’unità che la metafisica chiama Sostanza non sono disposti a utilizzare filosofie per correggere tanta confusione, semmai per farne di più invocando la fine dell’Occidente e del mondo occidentalizzato, scambiati per il Villaggio Globale…

In queste settimane nella politica italiana e nelle principali sue comunicazioni un nuovo sistema elettorale viene presentato per proporzionale con premio di maggioranza. Un linguaggio spezzato, diacronico, una paratassi di due elementi di cui il secondo celato: difatti c’è del proporzionale ma pure del maggioritario puro per un sistema composito che si è cercato di adattare un poco alle esigenze costituzionali ma che non può rispettarle mai a sufficienza. Le commisurazioni sono come lo zuccherino sulla tazza del liquido amaro. Hanno voluto fingere che l’identità dello Stato Italiano degli ultimi decenni sia altra cosa, spesso credendo e facendo credere alla pubblicità della “Seconda Repubblica”; e adesso si vorrebbe una sostituzione reale. Quando un maschio desessualizzato viene presentato per femmina è ancora maschio, desessualizzare non è togliere il sesso che si è (lo dice la parola) anche quando il fisico viene menomato (lo stesso vale per la femmina); eppure talvolta accade che durante questi crimini l’oggetto della follia non può continuare a vivere nel mondo: muore proprio. Il rischio di morte che corre lo Stato Italiano è ugualmente concreto, oppure accadrà che rimarrà impotente e allora saranno i senza Stato a dare un senso alla politica istituzionale, mentre il sogno della sinistra che le decisioni passino alle moltitudini di poveri e sfruttati non risulta veritiero: se c’è un mondo alienato, questo mondo non potrà reagire a tanta assurdità che vige in regime di assoluta separazione, per quanto palese l’assurdo resti.

Certa teologia cristiana del Secolo Ventesimo insegna, contrariamente al materialismo ateo socialista, che la radice della alienazione sociale contemporanea non è nella distrazione dalla materialità ma nella separazione dal mistero che c’è nello spirito, non quello del mondo stesso ma di una assoluta, totale Alterità. Oggi invece un esponente di un partito di governo ha fatto a una rubrica del Tg2 l’elogio dell’economicismo marxiano. Appare il simulacro del ‘buon Marx’ accanto al più usato ‘vecchio e caro’. Che il successo di un progetto umano accada con una valida base materiale, questo è vero ma come è vero che senza propellente un motore a scoppio non funziona. Per un veicolo a motore avere ciò da cui si sprigiona l’energia è necessario, ma lo scopo tecnologico è altro dal consumo. Invece il nuovo sistema elettorale è una dissipazione di energie: la maggioranza e i partiti si spartiscono il Parlamento e i funzionari di partito giocano per conquistare il Governo; e se lo Stato non finisce ecco che le elezioni diventano e restano una pericolosa perdita di tempo; a fare politica le iniziative fuori dalle Istituzioni o che a queste partecipano e non elettori ed eletti. La macchina dello Stato girerà ‘a folle’… Ho fatto l’esempio della macchina perché è su questo tra il resto dello Stato che è stato giudicato in essere un pericoloso malfunzionamento tentando vanamente di correggerlo con l’incostituzionale introduzione del maggioritario.

Questa sera (già passata) si è sentito in tivù il “Presidente” Giorgia Meloni dire della abolizione del “bollo auto” ma non si è parlato del fatto che questo fu esteso ai motociclisti per non aver capito la differenza che tecnicamente c’è tra auto e moto. Questo è solo un esempio fra tanti uguali o non diversi. Si rischia di passare definitivamente dalla dittatura di governi di tecnici al diretto disastro di tecnicismi che governano. Adesso a dominare è un’altra ignoranza e altri fraintendimenti, sempre di ordine tecnico non solo politico: il nuovo sistema elettorale proposto non è un vero proporzionale con elementi non preponderanti di maggioritario ma un ibrido che giustappone proporzioni e maggioranza, quest’ultime in tale condizione risultando una intrusione sistemica. Che le chat AI non ne facciano risultare o che ne facciano risultare senza garantire mettendo solo dubbi di troppo, questo sfugge a chi non ha voluto farsi un’idea chiara su cosa sia una vera Intelligenza Artificiale (neanche Papa Leone XIV scrivendo la sua Enciclica ne teneva in conto).

Se si continuerà a non rispettare l’identità dello Stato sarà un evento in un modo o nell’altro tragico perché la politica nel nostro mondo non è un vezzo per un Dio-ornamento. Lo spirito postmoderno aveva escogitato la teologia dell’Ornamento per mostrare che il mondo spiega il mondo da sé eppure Dio in esso si fa scorgere. Il teologo evangelico E. Jüngel, cresciuto, vissuto da studente della Dottrina cristiana sotto il regime ateo comunista più violento e spietato (nella Germania Est anche la dieta per i cittadini era fatta per scoraggiare il pensiero di Dio e se questo restava era materia per il sospetto delle polizie di Stato che opponevano al Mistico il Segreto) ammetteva che Dio non è veramente necessario al mondo ma ne affermava con più forza il bisogno. Quella presenza ridotta a ineludibile decorazione della realtà spirituale mondana passava a significare altro. L’inaspettato di una fede che non era travolta dalle avance delle provvigioni e provvisioni socialiste atee, era, per chi ad esso non solo contrario anche astioso concorrente, occasione di rovesciare il Messaggio evangelico: anziché dal simulacro alla Verità salvificamente elargita con esso, dal vero alla pura vuota Immagine che resta senza comunicare: rabbia di chi sconfitto dalla storia realizzata a specchio della dialettica materialista si dava a un nichilismo di protesta per il quale niente è autentico se non le cose di un nemico venuto da lontano, non da Est ma dal Meridione del mondo. Nell’ozio aspettavano pur sempre di fare qualcosa e ancora in parte aspettano, nel frattempo si ordina un grande generalizzato ‘restate alle apparenze’ mentre tutto procede per lo sforzo di chi trovava un senso non nel nulla e neppure negli stranieri venuti a scherzare troppo (rispetto a quel che sembrerebbe è assai minore, tra loro, il numero degli indigenti). Così il postmodernista separato volontariamente dal Dio che appare in un mondo mai prima di allora tanto distratto incontra Dio nella fantasia per farne uno stemma bellicoso da chiudere in un mobile sicuro.

Ma la politica non può restare mai alle apparenze; dai tempi di Th. Hobbes sa che il mondo senza il Sovrano sarebbe un meccanismo imperfetto, che assieme al Sovrano è un ordine, in cui nessun uomo imita i lupi fino a creare la morte della società nella mìmesi (lo stato ferino della umanità se ben vissuto è fatto senza esempi animali, affinità selvagge a parte). Lo Stato politico è un mostro fatale fintantoché non ci sia chi lo governi ma con saggezza. Nella Repubblica democratica italiana la sovranità è dei singoli cittadini e della cittadinanza; ma se le Elezioni tramutano l’andare al governo in qualcosa di simile a una vittoria sportiva allora il Sovrano è tradito. I colpevoli fingeranno che sovranità e ingerenza delle masse e dei relativi rappresentanti siano lo stesso; ma oltre la finzione c'è una verità diversa.

Se prevarrà l’ideologia maggioritaria, oclocratica e partitocratica, lo Stato finirà o diverrà un duro peso da sostenere. Anche il Dio-ornamento muterà, non sparirà; però sarà durante una catastrofe estrema per le Istituzioni.

 

 

MAURO PASTORE

 
 
 

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


Circa l'autore di questo blog:

Non sono membro di nessun clero e non appartengo specificamente a nessuna chiesa; non sono neanche cattolico; il mio cristianesimo si basa manifestamente sull'espressione dell'allegoria, del non privato dire altro, non sulla ossessione del crocifisso.

Posts Archive

  • Twitter
  • Facebook
  • Instagram

...

bottom of page