Come accade che la paura ingiustificata per la tecnica distrugga un prezioso orto smarrito tra i palazzi cittadini? ...
Il mio messaggio inviato il 24 ottobre 2026 al sito web Settimana News, quale commento all'articolo di Martin M. Lintner "Il peccato contro il creato" (link: Il peccato contro il creato - SettimanaNews); al momento che sto scrivendo qui, sera del 25/10/2026, risulta ancora in attesa di pubblicazione; il titolo qui sopra è stato aggiunto proprio adesso:
| "Prendersi cura della nostra casa comune" è cosa nobile e giusta ed al contempo piccola. La tutela del creato è solo parte di una condotta ecologica più vasta in cui c'è anche il dovere dell'abbandono perché non tutto l'ambiente è come un giardino né si tratta di renderlo tutto un grande giardino.
Peccato sociale e strutture del peccato antecedenti ma dal primo dipendenti: questo concetto fa parte dell'idea del cosiddetto "peccato originale", la quale rappresenta storicamente il distacco da uno stato di natura non più proprio. Ma il Messaggio di Cristo è diverso. Nelle Scritture è detto pure "non tutti trasgredirono come Adamo". Esiste dunque anche un altro evento ed altre necessità e libertà morali ed etiche. La grecità ne è parte ma pure il cosiddetto Quarto Mondo ne partecipa. Nonostante avesse manifestato dovere di cambiare il proprio rapporto coi mondi selvaggi e primitivi, il Governo della Chiesa Cattolica ha assunto a riferimento la Teologia della liberazione che è adatta a risolvere i problemi del Terzo Mondo ma se indebitamente estesa peggiora i rapporti col Quarto e rende problematico anche il rapportarsi al Primo e Secondo. Ecologicamente è un disastro e civilmente è una colpa che viene da Roma ma non rappresenta la giustizia di Roma né la sua concordia o in certi casi comunanza di intenti con il potere della Grecità. Questo è ancora più vicino alla natura dato che la semplicità greca si riferisce ai primordi stessi e la civiltà greca non ne è separata.
L'intervistato ha detto: "Solo Dio deve essere amato per sé stesso, mentre l’uomo e la natura devono essere amati perché ci conducono a una comunione più profonda con Dio." Ebbene ciò esprime un'etica ascetica provvisoria. Invece si sta nell'universo anche per l'universo non solo per Dio e si amano le cose perché è giusto ed è bello amarle non solo perché sono create da Dio e ad esso rimandano. La Regola evangelica lo dice ma il Vangelo interviene a riguardo nello stato di crisi con la natura e non tutta l'umanità ne partecipa (come ho mostrato). Il Lieto Annuncio non dice tutto per tutti.
Le balie a volte diventano oppressive fino alla morte! Ed oppressiva è anche l'ambiguità del Papato verso i poteri dell'Età della Tecnica. Alcuni di questi vanno limitati ma altri sviluppati o accettati (non dico accolti) eppure dai vertici ecclesiastici cattolici vengono anche messaggi sbagliati e una generica inaccettabile ambiguità. Così i fattacci continuano da tempo. Nella città che spesso frequentavo alcune suore per fare le superstiziose contro i motociclisti vendettero un grande orto-giardino per lasciarne fare un parcheggio per automobili. Una grande perdita spirituale e materiale. Mancano le distinzioni fra le varie tecnologie e fra tecniche e tecnicismi, e purtroppo come capita o capiterebbe a una tribù africana resasi soltanto una comunità di drogati. Nella Enciclica del Papa non si distingue tra vera e falsa intelligenza artificiale. In questi casi le balie nell'essere eccessive diventano esiziali. Agostino da Ippona aveva qualcosa da dire anche quale africano non solo come cattolico; ma importare precetti dall'Africa accade importandone anche le relative colpe. A questo la risposta del cristiano è: no.
MAURO PASTORE |
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